Sezione schematica oceanica con onde distanti nelle acque profonde a sinistra e più ravvicinate sopra il fondale che risale verso la costa a destra.
Terra e oceano

Come si forma uno tsunami e perché cresce vicino alla costa?

Scopri come un terremoto sottomarino genera onde lunghe, perché uno tsunami è veloce al largo e come cambia nelle acque costiere meno profonde.

Uno tsunami nasce quando una grande massa d’acqua viene spostata all’improvviso. Spesso un forte terremoto sottomarino solleva o abbassa una parte del fondale e l’acqua sovrastante. La perturbazione si propaga come una serie di onde molto lunghe. In pieno oceano possono essere poco visibili; nelle acque costiere meno profonde rallentano, si accorciano e spesso aumentano in altezza.

Non bisogna quindi pensare soltanto a un’enorme onda che si infrange. A terra uno tsunami può presentarsi come un rapido innalzamento dell’acqua, accompagnato da correnti intense. Per capirne il motivo occorre guardare sotto la superficie.

Dal terremoto all’onda

In una zona di subduzione una placca tettonica scende sotto un’altra. Alcuni tratti del loro confine possono restare bloccati mentre si accumulano tensioni. Quando cedono bruscamente, il fondale si sposta. Se una vasta superficie si alza o si abbassa, la colonna d’acqua sovrastante viene allontanata dall’equilibrio. La gravità la richiama verso l’equilibrio e le onde si propagano dalla sorgente.

Non tutti i terremoti in mare generano dunque uno tsunami. Oltre alla grandezza del sisma contano posizione, profondità, area di rottura e spostamento effettivo del fondale. La sola magnitudo non basta. Anche frane e alcuni fenomeni vulcanici possono spostare improvvisamente l’acqua.

Per il contesto geologico, leggi la guida a placche tettoniche e tipi di margine.

Che differenza c’è rispetto alle onde del vento e alle maree?

Le normali onde marine ricevono energia dal vento sulla superficie. Il movimento dell’acqua che producono diminuisce molto con la profondità. Uno tsunami ha invece una lunghezza d’onda tanto grande che il moto interessa l’intera profondità dell’acqua. Tra due creste possono esserci ben più di cento chilometri.

La lunghezza d’onda è la distanza tra creste successive; l’altezza dell’onda è la distanza verticale tra un cavo e una cresta. Un’onda lunghissima non deve per forza essere alta in mare aperto. Ecco perché uno tsunami può passare quasi inosservato al largo.

Le maree sono un fenomeno diverso, legato soprattutto agli effetti gravitazionali di Luna e Sole e caratterizzato da un altro ritmo. Uno tsunami non è un’alta marea eccezionale. Puoi approfondire il confronto nell’articolo su perché cambiano gli orari dell’alta marea.

Perché è così veloce nelle acque profonde?

Per queste onde lunghe la velocità di propagazione si può approssimare con c ≈ √(g · h). La lettera g indica l’accelerazione di gravità e h la profondità dell’acqua. A maggiore profondità corrisponde una velocità maggiore.

Esempio idealizzato con g = 9,81 m/s²:

ProfonditàVelocità approssimativa
4.000 metricirca 710 km/h
100 metricirca 110 km/h

Sono valori arrotondati di un modello, non una previsione dell’arrivo su una spiaggia. Il fondale reale è irregolare e l’onda attraversa profondità diverse. Dividere una distanza misurata sul globo per un’unica velocità non fornisce un tempo di allerta affidabile.

Che cosa succede vicino alla costa?

Quando la profondità diminuisce, l’onda rallenta. Poiché il suo periodo si mantiene approssimativamente costante, la distanza fra le creste si riduce. L’altezza può aumentare mentre il treno d’onde incontra il fondale in risalita. La copertina illustra questo passaggio in modo schematico, senza rispettare le proporzioni reali.

L’innalzamento dell’acqua in un punto dipende anche dal rilievo sottomarino e dalla forma della costa. Baie, scogliere sommerse, foci e pendenze costiere influenzano livelli e correnti. Tratti vicini possono subire effetti molto diversi. Una carta mondiale non sostituisce una mappa locale delle aree inondabili.

Uno tsunami comprende più onde e la prima non è necessariamente la maggiore. A volte arriva prima un cavo e il mare si ritira in modo insolito. Altre volte il primo segnale è l’acqua che sale. Il ritiro del mare non è quindi una fase obbligatoria.

Esplorare i luoghi sul globo

Per studiare il contesto puoi ruotare e ingrandire il globo in LiveGlobe 3D e scegliere la visualizzazione delle placche nelle impostazioni. Con la lente puoi cercare luoghi inserendo almeno due caratteri, per esempio una località in Giappone o in Cile. L’accesso web può richiedere il login; la ricerca dipende dalla risposta di un servizio esterno.

Confronta tre elementi: il confine fra le placche, le coste vicine e quelle sull’altro lato dell’oceano. Questo aiuta a capire distanze e relazioni. Per allerte effettive e zone di evacuazione valgono le indicazioni delle autorità locali competenti.

Su una costa esposta, dopo una scossa forte o prolungata o davanti a un comportamento anomalo del mare, non aspettare sulla spiaggia di vedere un’onda. Segui i percorsi locali di evacuazione verso un luogo sicuro elevato o nell’entroterra, senza controllare prima un’app. Torna soltanto dopo il cessato allarme ufficiale.

Il concetto da ricordare

Uno tsunami è una serie di onde lunghe generata da un improvviso spostamento d’acqua: veloce e spesso bassa al largo, più lenta e spesso più alta vicino alla costa, con effetti legati alla conformazione del litorale.

Per continuare l’esplorazione geografica, scopri LiveGlobe 3D e le viste disponibili.

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