Sezione geologica schematica con un ipocentro nella roccia, un punto in superficie sulla sua verticale e archi d'onda intorno all'ipocentro.
Terra e fenomeni naturali

Leggere una mappa dei terremoti: magnitudo, profondità e intensità

Scopri che cosa indicano magnitudo, profondità ipocentrale e intensità. Leggi un bollettino sismico distinguendo il punto sulla mappa dagli effetti locali.

Un punto sulla mappa, «M 4,8» e «12 km»: la descrizione sembra completa. Ma quanto ha tremato il terreno in una determinata città? Quei due numeri, da soli, non lo dicono. La magnitudo descrive la dimensione del terremoto, la profondità colloca il suo ipocentro nel sottosuolo e l’intensità descrive gli effetti in un luogo preciso. Distinguere questi dati aiuta a interpretare un bollettino sismico (Servizio Sismico Svizzero: magnitudo; intensità).

Tre dati, tre domande diverse

DatoChe cosa indica?Che cosa non dice da solo?
Magnitudo, per esempio M 4,8La dimensione dell’eventoQuanto ha tremato una specifica località
Profondità ipocentrale in chilometriQuanto è profondo l’ipocentroLa dimensione del terremoto o i danni prodotti
Intensità su una scala dichiarataGli effetti in un luogo precisoUn valore unico per l’intero terremoto

La regola da ricordare è: la magnitudo riguarda l’evento, l’intensità riguarda il luogo. La profondità aggiunge la terza dimensione. Magnitudo e intensità non sono due modi di scrivere lo stesso numero.

Epicentro e ipocentro: il punto sulla mappa è in superficie

L’ipocentro è il punto nel sottosuolo da cui si propagano le onde sismiche. La sua posizione si descrive con latitudine, longitudine e profondità. L’epicentro è il punto sulla superficie terrestre situato verticalmente sopra di esso (definizione del Servizio Sismico Svizzero).

Immagina una semplice sezione del terreno: nella roccia c’è il punto che rappresenta l’ipocentro. Tracciando da lì una linea verticale verso la superficie, raggiungi l’epicentro. La mappa mostra la posizione in superficie; la profondità ti permette di immaginare la sorgente sotto di essa.

Il simbolo localizza dunque l’evento: non delimita l’area danneggiata. Anche un grande cerchio intorno al punto va letto con la legenda, che deve spiegare che cosa rappresenta la sua dimensione.

La magnitudo misura il terremoto, non i danni in città

La magnitudo si determina mediante misure sismiche. È logaritmica: un aumento di un’unità corrisponde a circa 30 volte più energia liberata. Un terremoto di magnitudo 6 libera quindi, come ordine di grandezza, 30 volte l’energia di uno di magnitudo 5 (spiegazione della magnitudo).

È un confronto fra l’energia degli eventi. Non significa che ogni edificio venga scosso 30 volte di più o subisca 30 volte più danni. Contano anche la distanza, il terreno e il modo in cui è costruito.

Osserva le lettere accanto al valore. ML indica la magnitudo locale, legata alla scala Richter; Mw la magnitudo momento. Sono metodi diversi, perciò non ogni magnitudo va chiamata «Richter». Se il bollettino riporta soltanto «M», consulta le spiegazioni dell’ente che lo pubblica invece di assegnare tu un tipo di magnitudo (tipi di magnitudo).

La profondità completa la posizione nello spazio

La profondità ipocentrale non è la distanza fra te e l’epicentro misurata sulla superficie. Anche trovandoti esattamente sopra l’ipocentro, la sorgente rimane sotto terra.

I terremoti vicini alla superficie possono essere avvertiti più intensamente nelle vicinanze rispetto a eventi più profondi di dimensioni comparabili. Il Servizio Sismico Svizzero illustra questo rapporto nel contesto svizzero. Non se ne ricava però una formula come «il doppio della profondità significa metà dello scuotimento»: incidono anche la distanza, il percorso delle onde e la geologia locale.

Un valore di 12 km è una misura della posizione. Non significa «magnitudo 12» e non indica il raggio entro il quale il terremoto è stato avvertito.

L’intensità varia da un luogo all’altro

L’intensità descrive come un terremoto è stato percepito e quali effetti ha prodotto in un luogo preciso. Un esempio è la Scala Macrosismica Europea EMS-98, con gradi da I a XII, tradizionalmente espressi in numeri romani. È una scala distinta dalla magnitudo (EMS-98).

La magnitudo, la distanza dall’ipocentro e la geologia influenzano l’intensità. Due località interessate dallo stesso evento possono quindi sperimentare scuotimenti diversi. Per i danni effettivi agli edifici conta anche la costruzione.

Le valutazioni classiche dell’intensità usano osservazioni ed effetti riscontrati. Esiste inoltre un’intensità strumentale ricavata dai movimenti del suolo misurati. Quando leggi una carta, chiediti se si basa su testimonianze, misure e modelli, oppure su una combinazione. Un numero senza scala e riferimento al luogo è incompleto.

Leggere un bollettino inventato, passo dopo passo

Prendiamo un esempio di esercizio, non un terremoto reale: «M 4,8 · profondità 12 km · 10:15 UTC», con un simbolo vicino a una costa.

  1. Associa l’evento e l’orario. Il simbolo corrisponde a questo bollettino? Controlla data e fuso orario: UTC non coincide necessariamente con la tua ora locale.
  2. Leggi la magnitudo. 4,8 descrive la dimensione dell’evento. Se il metodo manca, consulta le note della fonte.
  3. Aggiungi la profondità. Nell’esempio, l’ipocentro è a 12 km di profondità. Sorgente sotterranea e punto in superficie non coincidono nello spazio.
  4. Cerca gli effetti locali. Non sai ancora quanto abbia tremato una città costiera vicina. Una carta d’intensità o testimonianze interpretate dagli specialisti possono completare l’informazione.
  5. Controlla stato e legenda. Si tratta di un calcolo automatico o di un dato verificato? Che cosa significano colore e dimensione del simbolo?

La conclusione sostenuta dai dati è che è stato segnalato un evento della dimensione e della profondità indicate. Attribuire un’intensità precisa o prevedere danni nella città richiederebbe altre informazioni.

Mappa degli eventi e ShakeMap non sono la stessa cosa

Una mappa degli eventi risponde soprattutto a «Dove è avvenuto il terremoto?». Una ShakeMap stima invece la distribuzione dello scuotimento e degli effetti associati, combinando misure delle stazioni e modelli. Può essere provvisoria e rappresenta solo approssimativamente le variazioni su piccola scala (Servizio Sismico Svizzero: ShakeMap).

Parti dal titolo e dalla legenda: un punto rosso non ha un significato universale nelle mappe sismiche. Nemmeno una ShakeMap è una perizia su una singola casa.

Distingui inoltre una prima stima automatica da una valutazione verificata. I bollettini del servizio svizzero specificano questo stato. Per un evento concreto, consulta la versione attuale della fonte scientifica competente.

Esplorare il contesto geografico con LiveGlobe 3D

In LiveGlobe 3D puoi ruotare il globo e ingrandire la vista, attivare il livello dei terremoti nel menu dei dati live e aprire l’elenco degli eventi tramite l’icona delle informazioni. Una voce cliccabile ti porta al luogo associato. L’accesso web richiede il login; il livello dei terremoti può richiedere l’accesso Premium e dipende dalla disponibilità di dati esterni.

Usa il globo per situare la regione e osservare coste e località vicine. Poi leggi magnitudo, profondità ed effetti locali nel bollettino scientifico. Le due prospettive si completano senza trasformare un simbolo in una valutazione dei danni.

La pagina principale di LiveGlobe 3D presenta le viste disponibili.

Domande frequenti

Ogni magnitudo è un valore della scala Richter?

No. La magnitudo locale ML è legata a Richter, ma esistono altri metodi, fra cui la magnitudo momento Mw. Leggi la sigla e le spiegazioni della fonte.

Un terremoto può avere più intensità?

Sì. L’intensità dipende dal luogo: un solo evento può avere effetti diversi in località diverse. La magnitudo caratterizza invece l’evento stesso.

Magnitudo e profondità bastano per conoscere i danni?

Non per una località o un edificio preciso. Contano anche distanza, terreno e costruzione. Cerca informazioni locali specialistiche anziché dedurre i danni dal punto sulla mappa.

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